Interviste 2000
Agent Provocateur
Los Angeles MagazineNovember 2000By Nancy
GriffinPhotography by Chris Buck
Nella parte di Scully, è onesta e razionale; nella parte di Lily Bart nella Casa
della Gioia, è tragica. Nella parte di se stessa, Gillian Anderson è
completamente diversa - e non facile da scoprire. Chiunque parta in missione per
provare a conoscere la vera Gillian Anderson, non troverà molto in
termini di oggetti importanti visitando il suo trailer sul set di X Files.
In una fredda notte di inizio autunno, mentre gli esterni per lo show sono
filmati in Thousand Oaks, la Anderson permette a un giornalista di entrare nel
suo caravan per scaldarsi e parlare. Protagonista della serie di successo per
l’ottava stagione, l’attrice ha un trailer spazioso, ma, all’interno, è austero
quanto Dana Scully, la scienziata ultrarazionale che la Anderson interpreta con
intelligente freddezza. Niente foto di famiglia. Niente libri. Niente
giocattoli. Solo un cucciolo adorabile e un gracchiante walkie-talkie al quale
un membro della troupe conta i minuti che mancano al momento in cui la Anderson
sarà chiamata di fronte alle telecamere, "mi piacciono gli avvertimenti," dice
l’attrice, "non mi piace essere sorpresa." Mentre prende posto su un divano, con
in dosso l’uniforme
niente-stupidaggini propria di Scully, pantaloni neri e una camicia blu
confezionata su misura, i modi della Anderson sono cordiali ma diffidenti. I
suoi occhi eccezionalmente blu sono attenti, ma non infondono calore, ne lo
invitano. La sua reputazione di intensità e impazienza l’ha preceduta. "Fai
attenzione alla sua risata," mi hanno suggerito degli amici, che mi hanno
avvertito che la Anderson è difficile da conoscere. "La chiave per arrivare a
lei è la sua risata." Per fortuna, è subito evidente che avevano ragione. Il
cucciolo strabico Jack Russel della Anderson salta in grembo alla padrona e poi
comincia a scodinzolare in giro per il trailer in deliziati cerchi. Lei comincia
a ridere, uno sfogo esuberante, gutturale, che ci mette del tempo a terminare.
E’ una risata che i fans di X Files non hanno mai sentito. "Questo è Happy,"
dice, abbracciando il cucciolo. "Happy, J. Bahkti, l’ho chiamato così per
ricordare a me stessa di essere felice. J sta per Josie, e Bahkti significa
"devoto". (in sanscrito). Se fosse Scully a condurre questa indagine sulla
Anderson, procederebbe compilando sistematicamente le seguenti prove forensi. A
32 anni, la Anderson è una star della TV
pagatissima, con un enorme seguito internazionale; è uno dei personaggi di
internet preferiti dagli uomini, che la vedono, secondo quanto detto da un
giornale inglese, come "il crumpet per gli uomini intelligenti." Ha conquistato
un Emmy e un Golden Globe per il suo lavoro in X Files. E’ una mamma single,
vive con la figlia Piper in una casa a Malibu che contiene la sua collezione,
scelta molto attentamente, di arte moderna e fotografia. Con dei ruoli minori in
alcuni film a suo carico, come la sgualdrinella decisamente anti-Scully in The
Mighty, la Anderson apparirà nel suo primo ruolo da protagonista in un film per
il grande schermo, una prestigiosa riproduzione cinematografica del romanzo di
Edith Wharton La Casa della Gioia. "Questo è l’anno di Gillian, e l’anno del
personaggio che interpreta."
Ha detto il creatore della serie Chris Carter, che è anche
il padrino di Piper. La co-star della Anderson, David Duchovny, il cui profilo
pubblico l’ha spesso oscurata, sarà gradualmente fatto scomparire dalla serie
quest’anno. "Funziona perfettamente, perché per lei è sempre stato difficile
interpretare ‘l’uomo duro’," dice Carter. "Lei era il punto di riferimento,
l’ancora che impediva a tutto di sprofondare troppo nel paranormale.
"Nell’episodio che stanno girando in questo momento, Scully deve trovare un
ripugnante assassino mezzo uomo mezzo pipistrello con il suo nuovo partner,
interpretato da Robert Patrick, che era il cattivo mutaforma in Terminetor 2.
Non dovendo più essere la voce della ragione che spalleggia
le battute di Duchovny, la Anderson potrà fare allargare un po’ le ali a Scully.
"Sono contenta di non dover più essere così scettica," dice. "Era sempre più
difficile riuscirci." Non vede l’ora, inoltre, di sfruttare quella che sta già
prendendo la forma di una stimolante chimica tra Scully e Doggett.
"Lui è un uomo vero, un ex poliziotto, e ha questa
particolare spigolosità," dice lei. "Ed è molto
protettivo nei confronti di Scully." Tutto questo ammonta a ciò a cui la
Anderson si riferisce come a una vita che è "una confusione di ricchezze."
Ma mentre oggi ammette di essere più appagata che mai, dice che lo è
‘nonostante’ piuttosto che ‘grazie’ alla fama e al successo mondiale. E arrivata
ad X Files a 24 anni con pochissima esperienza come attrice e ha pagato un
enorme prezzo personale per arrivare alla vetta di Hollywood - e
restarci. Nel 1994, quando X Files era girato a Vancouver, si è sposata con
l’aiuto art director dello show, Clyde Klotz, ha partorito la loro figlia
(durante la sua assenza per maternità, Scully è stata rapita dagli alieni) ed è
tornata sul set 10 giorni dopo il parto cesareo per fingersi in coma sullo
schermo. Nel giro di due anni, ha divorziato da Klotz, e due anni dopo, lo show
è stato trasferito a Los Angeles. La Anderson ha dimostrato prodigiose risorse
interiori nel riuscire a star dietro alla sua carriera mentre aveva a che fare
con tali delusioni e la maternità. "Durante i primi anni, è stato difficile,"
dice. "Non so quanti giorni trascorrevo ad aggiustarmi il trucco a causa delle
lacrime. Sono stata sottoposta a tante di quelle cose. Sono cresciuta in questo
show." La felicità odierna
rappresenta una serie di vittorie conquistate con fatica. La Anderson ha creato
un ambiente stabile per Piper, che sta crescendo bene nonostante la madre
lavori 13 ore al giorno. Per anni ha cercato la pace interiore percorrendo un
eclettico viaggio spirituale che comprende la meditazione Buddista. Sta
gradualmente imparando a rinunciare al controllo e non sentirsi più come se
fosse costretta a portare a termine qualche cosa ogni secondo. "Gillian ha
un’eccezionale padronanza di sè quando è sotto pressione," dice Antony LaPaglia,
che ha recitato accanto a lei nella Casa della Gioia.
"Aveva un potente effetto calmante su di me." La Anderson scherza, dicendo che
quello che può essere scambiato per serenità, potrebbe essere in parte il
risultato dell’aver recentemente smesso di fumare. "Sono diventata stupida, e
non ricordo più niente. Di solito quando mi ritiravo nel mio trailer facevo un
centinaio di telefonate. Ora me ne sto qui seduta e mi dico ‘dovrei fare qualche
cosa adesso?’" Gillian Anderson non ha niente a che vedere con le legioni di
attrici vivaci del midwest, cresciute a repliche di I Love Lucy e che facevano
inchini ai musical della scuola. E’ la più grande di tre fratelli ed è cresciuta
a Grand Rapids, Mitchigan. Il padre dirigeva una compagnia di post produzione
cinematografica, e la madre era analista di sistema. Gillian era una ragazza
solitaria e seria, che amava sezionare i vermi. Ha optato per un’adolescenza
alla Sex Pistols, completa di cresta e voti sempre più bassi, adorava i punk
rockers e una volta si è ammanettata
ai cancelli del suo liceo. Anche allora, era attirata dal paranormale e dai
fenomeni metafisici. "Mi capitava di stare stesa a letto e di cadere in
meditazione," dice. "e proiezione astrale. Ricordo che riuscivo a trasferire la
mia consapevolezza dal corpo all’esterno, e la facevo vagare molto
lentamente per la stanza e il corridoio." Nella Casa della Gioia, la sua
perfetta dizione e la sua tecnica ricordano quelle di un’attrice che ha ispirato
un’intera generazione. "Meryl Streep ha avuto un’enorme influenza su di me,"
dice la Anderson, "ma era più il suo personaggio nella Mia Africa
che lei come attrice. C’era un qualche cosa nella forza di Karen Blizen e
nell’Africa e la piantagione e nel far sopravvivere il fascino dell’amore a
dispetto di ogni avversità. E’ possibile che ci sia stata una parte di me che
dicesse ‘Okay, per raggiungere una cosa del genere devo diventare un’attrice
piuttosto che una possidente terriera in Africa.’ I miei voti a scuola erano
scarsi, e non riuscivo a stare attenta. Ho bisogno dell’attenzione. Ho fatto
un’audizione per una commedia locale e sono stata scritturata, e immediatamente
ho trovato il mio focus." Ha studiato National Theater of Great Britain alla
Cornell University e ha preso un BFA in recitazione alla DePaul University a
Chicago. Fermata successiva Manhattan, dove ha fatto la cameriera ed esperienze
off-Broadway.
La Anderson era apparsa sullo schermo solo una volta, in
una piccola parte nel lungometraggio The Turning, quando è stata chiamata per
un’audizione per il pilot di X Files. "Quando l’ho vista la prima volta l’avrei
definita una ribelle." Dice Carter. "Era trasandata, aveva bisogno di lavarsi i
capelli, e sembrava che fosse appena uscita dal Village di New York per cadere
in quei vestiti così funky." Ma la sua analitica tenacia e glaciale bellezza
convinsero Carter che sarebbe stata perfetta per interpretare l’agente dell’FBI
a cui piace fare autopsie. Convincere, però, i dirigenti del network non fu
facile. "Lei non era una bomba di bellezza e non era nemmeno graziosa," dice
Carter. "Penso che loro si chiedessero che aspetto avrebbe avuto in costume da
bagno. Naturalmente, non ha mai dovuto indossarne uno."Quando il Pilot fu scelto
e si cominciò a girare, Duchovny ha preso la Anderson sotto la sua ala
protettiva, mentre lei cercava di stare al passo, facendo amicizia con le
telecamere e inceppandosi durante i dialoghi scientifici.
Sette anni dopo, ha imparato ad entrare e uscire dai panni di Scully senza
difficoltà- e non vede l’ora di uscirne definitivamente alla scadenza del suo
contratto alla fine della prossima stagione."E’ stata un’avventura favolosa,"
dice. "Ma ci sono così tante altre cose che voglio fare." La scorsa primavera ha
scritto e diretto un episodio di X Files intitolato all things, in cui Scully si
apre alle tendenze mistiche della sua vita; in una scena molto evocativa capita
in un tempio buddista. La Anderson ha scritturato la sua amica Colleen Flynn,
attrice, pittrice e compagna di ricerche, come sua consigliera spirituale.
"Potete guardare questo lavoro come un’indicazione di molte delle cose con cui
Gillian ha a che fare e che sono importanti per lei," dice la Flynn. "Conflitti
spirituali, scienza, resa, giudizio." Come potenzialmente ogni altra attrice di
Hollywood sopra i 30, la Anderson è frustrata dalla scarsità di parti dense di
contenuto per le donne nei film, anche se American Beauty e Magnolia le hanno
dato speranza. Era molto eccitata dall’aver ottenuto il ruolo di Lily Bart nel
film del regista inglese Terence Davis la Casa della Gioia, che vede anche
la partecipazione di Laura Linney e Dan Aykroyd (con cui lei ha molto legato,
grazie a un mutuo interesse per i cerchi nel grano). Piper l’ha accompagnata sul
set a Glasgow, dove ha dovuto condividere la mamma con Edith Wharton, alla quale
la Anderson si è augurata di fare giustizia. "Ero terrorizzata," dice. "Ho messo
su un ufficio nel bagno di uno dei bed and breakfast in cui siamo state, e lì
studiavo. Ho letto il romanzo molte volte. Avevo un tale rispetto per il suo
modo di scrivere e il suo genio, che non volevo sbagliare." Quando finalmente si
sarà liberata dagli obblighi
nei confronti di X Files, la Anderson dice, ho in programma di fare altri film.
"Ho intenzione di dirigere ancora, anche se dovessi farlo solo con altre donne e
senza guadagnare e scrivendo le sceneggiature io stessa." Se le saranno offerte
buone parti, continuerà a recitare, ma è animata dall’
intenzione di trascorrere più tempo esplorando il mondo dell’arte. La sua
collezione personale di quadri, fotografie e sculture consiste per la maggior
parte in opere di artisti emergenti, ma adora anche i lavori di Brice Marden e
Francesco Clemente. "Ci sono due opere di Clemente che ho
visto alla sua ultima mostra al Guggenheim, e mi sono messa a piangere," dice.
Poi aggiunge, con un sorriso ironico, "Il concetto di dover avere qualche cosa è
molto comune nelle persone famose. Non so se io devo averle, ma mi piacerebbe
poter vedere spesso quelle fotografie." Arriverà presto il giorno in cui
riuscirà a indugiare nelle sue aspirazioni artistiche a lungo coltivate, che per
adesso si limitano a scarabocchi fatti sul retro dei suoi script. Da quando ha
traslocato nella sua nuova casa stile Adirondack l’anno scorso, la Anderson ha
accolto un numero di amici sempre maggiore, che si
riuniscono lì il sabato sera. (Nota di Otta: Invitatemi!) Cucina cose semplici e
accende candele. "Non è una casa di valore," dice. "E’ piena di cose che ho
comprato in giro per il mondo, e ha un’atmosfera asiatica. Non è troppo grande,
è intima ed è piena di cantucci, angoli e mansarde. Diventa viva quando c’è
gente. Non posso immaginare più di vivere senza questa casa." La Anderson dice
che, nonostante sia pronta per il partner giusto, l’amore è stato relegato alla
categoria di cose che non sta più provando a controllare. Non è superficiale
riguardo alle relazioni. "Non mi piace parlare della mia vita personale in quel
modo," dice. "Voglio dire, io lavoro, non ho fidanzati. Ho degli amici
eccezionali." La maggior parte del tempo libero è trascorsa nel tentativo di
dare a Piper un’infanzia il più normale possibile. Durante la pausa estiva lei e
la figlia sono andate a Londra e si sono divertite ad andare in metropolitana
senza essere riconosciute. "Non la porterò mai alle prime," dice la Anderson.
"Quando c’è lei, corro nell’altra direzione se vedo avvicinarsi qualcuno che
vuole un autografo. Voglio solo che non pensi che io sia speciale." Quando si
tratta
dei suoi sentimenti sulla maternità, lei è "troppo dura con se stessa," dice la
Flynn. La Anderson ha sofferto insieme alla figlia quando la bambina è stata
mandata avanti e indietro tra la madre e il padre a Vancouver. Quando è sul set
di X Files, il tempo che Piper passa con la mamma è interrotto di continuo dalle
esigenze delle riprese. L’unica volta durante l’intervista che la compostezza
della Anderson viene meno, è quando le viene chiesto quali sono le sue speranze
per la figlia."Spero che sopravviva," dice con calma. "Che esca forte da tutto
questo. Voglio dire, lei è - quello che ha
passato è stato duro. E quello che spero per lei è che cresca sapendo quanto è
amata e amandosi fino al punto di non farsi del male." Le vengono le lacrime
agli occhi. Dopo una pausa, si rallegra. "E’ estroversa e vivace come tutti i
bambini. E’ molto sveglia e acuta, e vede e sente tutto. C’è stata
una volta mentre cercavo di preparare questa casa in modo che ci potessimo
trasferire, e tra i miei impegni e i lavori alla casa - era un periodo folle - e
lei ha avuto un crollo. Mi ha chiesto, "Mamma, ami il tuo lavoro più di me?" Il
walkie-talkie gracchia, e una voce incorporea informa la Anderson che è il
momento di andare sul set. "Devo andare a nascondermi nei cespugli con Doggett,"
dice, alzandosi e assumendo l’espressione da agente dell’FBI. Ride mentre esce
dalla porta. Anche se Scully finirà i suoi nove anni in X Files senza fare mai
un sorriso, è probabile che la casa della
Anderson sarà piena di gioia. "C’è uno scherzo tra noi," dice la Flynn. "Che
quando finalmente sarà libera, non riuscirò a tirarla fuori dalla veranda di
casa. Se ne starà seduta là fuori a guardare la figlia che gioca e a bere una
tazza di te. E non vorrà mai andarsene."
---
Dreamwatch
Issue #75
December 2000
by Jenny Cooney Carillo
Gillian Anderson parla a Jenny Cooney Carillos del perché ha firmato per la
nuova stagione di X Files.
Si dice sia una prerogativa femminile cambiare spesso idea. Alla fine dello
scorso anno, Gillian Anderson mi ha guardata negli occhi e mi ha detto che non
sarebbe tornata per un’altra stagione di X Files, non importa cosa dicesse il
suo contratto. Allora cosa è successo?
L’attrice sembra più cupa del solito e più schietta che mai quando ci sediamo a
Beverly Hills - il 25 settembre, il suo day off - per aggiornarci su tutte
quelle domande e risposte. Con David Duchovny che ha minimizzato il suo
coinvolgimento nello show, la Anderson sembra sinceramente eccitata a riguardo
della nuova stagione e del suo partner sullo schermo, Robert Patrick.
Al di fuori dello show, è più impegnata che mai nel dividere il suo tempo tra la
sua casa sulla spiaggia di Malibu e Vancouver, Canada, dove la figlia di 6 anni,
Piper, abita col padre e ha cominciato ad andare a scuola. Così, quale è la
storia che sta dietro al suo ritorno non solo per questa stagione, ma anche per
una nona?
D: Mi hai giurato l’anno
scorso che non saresti assolutamente tornata...
R: Penso che durante quel periodo ero completamente esausta, era il settimo
anno, e nessuno di noi avrebbe mai pensato di andare oltre cinque anni. Anche
quello sembrava un lasso di tempo lunghissimo, così immaginare una ottava
stagione allora sembrava impossibile. Suppongo che durante la pausa, quando mi
sono presa il mio primo vero intervallo da qualsiasi tipo di lavoro, ho
cominciato a parlare con Chris Carter di una ottava serie e ho sentito il suo
entusiasmo sul nuovo personaggio che aveva creato, e il concetto che forse
poteva essere una buona idea ha cominciato a entrarmi in testa.
D: Ma anche un nuovo contratto per una nona stagione?
R: Ad essere sincera, quando la Fox ha cominciato a parlare di una nona stagione
era una cosa che nessuno aveva mai contemplato e sembrava impossibile. Ma
arrivati al dunque, eccomi qui.
D: Ha avuto niente a che fare coi soldi e la disparità salariale tra te e David?
R: Penso che alla fine del quinto anno fosse diventato proprio ridicolo e
inaccettabile che esistesse la disparità che esisteva e allora abbiamo fatto dei
passi nella direzione di rimediare e abbiamo avuto successo. Ma poi è successo
che io ero già sotto contratto per l’ottava stagione e David no, così lui si è
ritrovato in una posizione migliore. Per ottenere ciò che lui riteneva giusto,
ha accettato di fare una ottava stagione. Per ottenere io quello che ritenevo
giusto alla luce degli eventi ho dovuto offrire una nona stagione. La prima
volta che me lo hanno chiesto, ho detto assolutamente no, e loro hanno risposto
‘beh, non ti paghiamo quello che meriti se non fai la nona serie,’ così, per
poter almeno riuscire a contrattare da una posizione discreta, ho acconsentito a
un nono anno.
D: Chris ha detto che ti hanno ricompensata consentendoti di trascorrere più
tempo in Canada con tua figlia. Questo ha reso più facile il decidere di
rimanere?
R: Si. E’ una questione complicata. Chris e gli sceneggiatori vogliono produrre
lo show nel modo migliore possibile e c’è una formula particolare per farlo
funzionare in una stagione dove non abbiamo più David in tutti gli episodi e
introduciamo un nuovo personaggio. Il fatto che improvvisamente Scully si
assenti di tempo in tempo era una cosa difficile da realizzare, ma per me era
imperativo per accettare di continuare, e fortunatamente sono stati molto
generosi e hanno lavorato duro per permettermi di trascorrere più tempo con lei.
Per quanto si possa dire ‘Oh, lei la può venire a trovare sul set quando è a
L.A.,’ non è la stessa cosa che trascorrere del tempo di qualità con un bambino.
Piper sta cominciando la prima elementare e penso che per lei sia importante
risiedere stabile in un posto piuttosto che viaggiare avanti e indietro, così
lei è in un posto e io vado avanti e indietro, e penso che per lei sia meglio.
D: Allora, come ti fa sentire il tuo ritorno? In realtà stai dicendo che la Fox
ti ha messa con le spalle al muro?
R: C***o, si! Mi ha senz’altro messa con le spalle al muro, non c’è dubbio. Ero
costretta contro un grosso muro ed era molto spiacevole stare in quella
posizione con una società per cui avevo lavorato così duramente, per così tanto
tempo, mettendoci così tanta energia per riuscire nel lavoro meglio che potevo.
Ritrovarmeli di fronte che dicevano, ‘Beh, sai, dimenticatelo. Questo è quello
di cui abbiamo bisogno adesso e non ci importa di quali sono le tue esigenze da
genitore o altro, ma devi fare questo per noi se vuoi essere ricompensata,’ è
stato ingiusto, e abbiamo risolto la cosa adesso, ma al tempo è stato
incredibilmente spiacevole e increscioso.
D: Allora, quando scopriremo chi è il padre del bambino di Scully?
R: Questa è una bella domanda a cui mi piacerebbe poter rispondere.
Probabilmente prima di Natale, penso. Non so bene quando gireremo quell’
episodio, però. Io so chi è il padre e Scully lo sa di sicuro, ma chi lo sa -
potrebbe cambiare da qui al momento in cui gireremo!
D: Come vedi il nuovo personaggio, John Doggett? Ci sarà attrazione?
R: Penso che sia una dinamica molto diversa quella che questi due personaggi
condividono. Sicuramente c’è una attrazione personale molto forte tra loro, e
penso si riesca a sentirla tangibilmente attraverso lo schermo.
Ma c’è anche la storia con
Mulder e quella relazione nella vita di Scully e l’importanza di quella persona
nella sua vita che sopravvive nella serie. Entrambe le parti hanno rispetto per
quella relazione.
D: Hai qualche suggerimento su come ti piacerebbe vedere spiegata la gravidanza
di Scully?
R: Penso che, se dovessi decidere io, sarebbe figlio di Mulder. Potrebbe essere
che sia successo qualche cosa durante all things quando Scully si sveglia a casa
di Mulder, e a un certo punto Scully potrebbe essere nuovamente rapita e
ritrovarsi sull’astronave con Mulder. Mentre sono stesi insieme su quelle
piattaforme di metallo, cominciano ad avere dei flashback su quella notte in cui
lei è rimasta in cinta, e poi lei si risveglia ed è nel suo letto e c’è sangue
ovunque e non è più in cinta. ‘Loro’ le hanno preso il bambino e la
ricerca adesso non è più solo per Mulder, ma anche per il bambino.
R: Allora, sei contenta di lavorare con Robert Patrick?
D: Devi aver visto, quando lo hai incontrato, che Robert è felice di essere qui
e felice di avere un lavoro. Lui ha fatto qualche cosa come 55 film, e immagino
sia bello per lui avere la sicurezza di uno show per tutto il tempo che durerà.
R: Ha grande entusiasmo ed energia e l’opportunità che hanno avuto gli
sceneggiatori di creare un nuovo personaggio ha infuso lo show di nuova energia
e ci da più materiale su cui lavorare. C’è come una sensazione di ricominciare
da capo in un certo senso.
D: Come uno show completamente nuovo?
R: Come un nuovo inizio, ma tenendo a mente da dove veniamo. C’è stato questo
articolo recentemente (nell’Entertaiment Weekly)che mi ha fatto veramente
incavolare perché esprimeva molto scetticismo su come sarebbe andata la nuova
serie e come i fan l’avrebbero presa, e per quanto mi riguarda non dovremmo
pensare di fallire. Se accadrà che faremo solo una stagione con Robert perché i
fan non riescono ad abituarsi alla mancanza di Mulder, allora faremo solo una
stagione. Se lo accettano e capiscono quanto questo personaggio è innovativo e
interessante e come può far sviluppare le cose verso la loro direzione, anche
questo va bene. Sarebbe carino se le persone fossero ricettive e non fossero
inizialmente spaventate e pronte a giudicare. Vorrei che fosse dato un po’ di
Respiro a Robert.
D: Allora non sei soddisfatta della stampa in questo momento?
R: La stampa è una parte di tutto questo. Ci sono dei giorni in cui magari mi
sveglio dopo aver lavorato fino alle cinque del mattino e penso, ‘non posso
credere che mi devo truccare e andare a parlare di queste cose e non ho nulla da
dire’. Ma, per quanto possa sembrare strano, non vedevo l’ora di parlare con te
oggi. Mi sento veramente come di fronte a un nuovo inizio per tutti noi e sono
entusiasta dell’abilità che ha Robert nell’interpretare il suo personaggio.
Lavora duro ed è un tesoro.
D: Continuerai a dirigere durante questa stagione?
R: Dubito che lo farò quest’anno. Vorrei dirigere solo qualche cosa solo se
fossi di nuovo io a scriverla. Non riesco a immaginare come possa vere scritto
(all things), punto, e certo non un’altra cosa adesso. Mi sono divertita
tantissimo ed è stata un’esperienza istruttiva incredibile che mi ha aiutata a
capire a un altro livello cosa fanno quotidianamente le persone con cui lavoro,
ma non so proprio come troverei il tempo quest’anno con tutto il mio viaggiare.
D: Riesci a proteggere
Piper dal tuo successo?
R: Più grande diventa, più cose capisce. La maggior parte delle volte, quando
sono in pubblico e qualcuno mi chiede un autografo, se sono con lei di solito
dico di no. Quando era più piccola non volevo che vedesse altre persone
trattarmi in maniera speciale, ma le cose sono trapelate e così lei ha visto e
capisce cosa succede ed è una sfida incredibile. Sono molto fortunata e molto
felice di avere un lavoro sicuro e di essere pagata quello che sono pagata per
stare di fronte a una telecamera, così la tranquillità finanziaria è una gran
cosa. Ma la sfida è fare si che lei non si abitui ad aspettarselo e metterla di
fronte a come vive il resto del mondo. Abbiamo trascorso un periodo di tempo a
Londra l’estate scorsa, e l’ho portata di proposito in metropolitana ogni
singolo giorno - è stato bellissimo vederla
seduta in mezzo a persone di ogni razza e cultura e lei era meravigliata, perché
è abituata a vivere in un mondo così omogeneo.
D: Sei veramente riuscita a non farti riconoscere in metropolitana?
R: Ad essere sincera, avevo paura, ma la gente mi notava meno se evitavo di aver
paura. Quando l’ho fatto la prima volta, mi è venuta la claustrofobia e temevo
che la gente mi guardasse e sono dovuta scendere subito. Ho riprovato dopo
qualche giorno dopo e mi sono messa un cappello e me ne sono stata lì seduta
girata di schiena e non è successo niente. La maggior parte delle volte sentivo
la gente dire, ‘E’ lei? No, impossibile! Cosa ci farebbe Gillian Anderson sulla
metropolitana?"
D: Hai fatto un film in costume, La Casa della Gioia, l’estate scorsa. E’ stato
difficile lasciarti Scully alle spalle?
R: E’ dura, perché Scully ha fatto tutto. Ha pianto, urlato, riso... ed
esprimere quelle emozioni davanti a una telecamera senza un po’ di Scully è una
sfida. Ma continuavo a lavorarci mentre giravo quel film. Non è tanto che finivo
per ricadere in Scully, ma è più che sono così fissata nel non fare nulla alla
Scully, che devo sempre tenerlo a mente.
---
STORIA
DI COPERTINA
La cacciatrice di
x-files, l'agente Scully senza sorriso, muta frequenza e diventa l'eroina di un
classico di inizio novecento. Sui tormenti di una ragazza che non voleva
amare.
Dicono che i suoi sogni fossero orribili. Che passasse le notti in compagnia di
mostri extraterrestri e umani deformi, rosa dalla responsabilità di dover
eternamente salvare il proprio partner. Dicono anche che i suoi giorni non
fossero meno duri: sempre con quegli occhiali scuri, il sorriso forzato,
l'espressione tra il serio e il glaciale anche con i due golden globes vinti
stretti in mano. Gillian Anderson, 32 anni, di Chicago, è stata di volta in
volta un' alcolizzata iscritta agli alcolisti anonimi di Hollywood, la
prigioniera di x-files, un abbandonata cronica(un matrimonio iniziato nel 93 con
una cerimonia buddista alle Hawaii e finito in ivorzio 2 anni dopo; diversi
flirt con cinematografari che bazzicano Hollywood e Vancuver, set della serie
tv). Perfino una solitaria, suo malgrado, con un'unica gioia esistenziale: una
bimba di 6 anni che di nome fa Piper Maru, titolo di una puntata di x-files:"Che
io non sorrida mai non vuol dire che non sia felice. Credo ci siano situazioni
nella mia vita dalle quali mi devo proteggere restando seriarestando seria:
quando sto rilasciando un'intervista ad un perfetto sconosciuto, per esempio. Ma
per essere felice sono molto felice. Non credo si possa
chiedere di più." Parola di Gillian, ex cameriera di ristoranti
macrobiotici(intanto studiava recitazione: Ithaca, New York, Los Angeles), che
in cambio di 300 mila dollari ha firmato x l'ottava serie di x-files: sempre nei
tailleur/armatura di Dana Scully ma senza David Duchovny/Fox Mulder al suo
fianco(al suo posto c'è Robert Patrick, alias l'agente FBI Jhon Doggett).
Insomma, per la gioia dei fans l'addio è stato rimandato. Nonostante
dichiarazioni come quella rilasciata ad Access Hollywood, un anno fa:" mi sento
fisicamente, psichicamente, spenta. Sarebbe un errore trascinare l'esperienza
per l'ennesima volta. L'ideale sarebbe andarsene. Con un pò di rispetto per me
stessa."
Qualcuno lesse la cosa come una richiesta d'aiuto: Gillian era cosciente di
attraversare un periodo buio, cercava qualcosa di nuovo, x files era diventata
lea sua prigione dorata. Aveva bisogno di scappare dalla tv, dagli alieni e
anche da Hollywood(aveva girato, dimostrandosi brava ma sempre relegata nel
ruolo di comprimaria, THE MIGHTY con Sharon Stone, SCHERZI DEL CUORE con Sean
Connery e, naturalmente, X FILES-IL FILM): fece le valigie e con la piccola
Piper volò a Londra in vacanza, lontana dagli incubi notturni e dagli occhiali
scuri che la facevano sentire un pò più sicura ("sono come un velo tra me e il
mondo, il caos, la curiosità altrui!") E lì, un giorno, ricevette una
telefonata: era Terence Davies, regista inglese e indipendente di film piccoli e
strani, storie autobiografiche di ragazzi che fuggono dalla realtà( IL LUNGO
GIORNO FINISCE, THE NEON BIBLE) "Confessava di non aver mai visto una puntata di
x files e mi chiedeva di incontrarlo: voleva propormi una parte. Ni arrabbiai:
ero in vacanza. Ma ci andai, perchè se lui non mi conosceva, io lo adoravo!"
Strani giochi del destino: un attrice americana arriva a Londra in vacanza,
cerca la novità e la trova in un regista di film a piccolissimo budget che le
offre l'opportunità di avere, per la prima volta, il suo nome in testa al cast.
"La parte di Lily Bart, la protagonosta de LA CASA DELLA GIOIA di Edith Wharton:
nella New York di inizio Novecento insegue il successo, il denaro, il matrimonio
utile. A suo modo, inseguendo il suo sogno, cerca di fare le cose giuste, ma i
pregiudizi sociali glielo impediscono."Perchè proprio io?"chiesi. "Mi rispose
che aveva visto una mia foto e gli sembravo perfetta." Ha dichiarato Davies:
"Gillian mi ricorda nei tratti le donne di Jhon Singer Sargent, ritrattista
della buona borghesia tra l'Ottocento e il Novecento. Wharton e Henry James
raccontano quella società con le parole;lui lo fa con le immagini. E poi Gillian
ha un viso straordinario, una luminosità simile a quella delle dive anni
Quaranta come Greer Garson."
"Accettai subito: per Terence, e perchè prima di partire qualcuno mi aveva
regalato una splendida copia del libro. E' strano il destino: ti manda piccoli
messaggi che con pazienza devi incastrare come un puzzle, perchè solo così
ottieni un risultato. Nel mio caso c'era quel libro, ma c'era anche una mia
insoddisfazione personale: mi accorsi che lavorare con quel gruppo di persone, a
budget ridotto(otto milioni di dollari), in inghilterra, era quello che avevo
sempre sognato. E capii che tutto questo poteva convivere con l'altra parte
della mia vita: quella americana, da personaggio pubblico. Ero partta cercando
cercando qualcosa senza sapere cosa: prima sul set a Glasgow (girare nella vera
New York sarebbe costato troppo, ndr) e adesso a film finito, posso dire di
averlo trovato. Sono tornata a Los Angeles e a x files molto puù sicura di
prima. Del resto tutta la mia vita è fatta di svolte improvvise, di cambiamenti
di
direzione." E di look, potremmo aggiungere, visto che la signora che oggi
predilige Prada, Krizia, Gucci, a 14 anni, incredibile ma vero, era una punk:
testa rapata, anello al naso, convivente punk-rocker di dieci anni più vecchio,
abiti usati e mini carriera al seguito di band come i "Dead Kennedys" e i
"Circle Jerks". Accadeva a Londra, dove Gillian era arrivata dopo un'infanzia
girovaga tra USA ed Europa: al seguito di babbo supervisore alla postproduzione
cinematografica e di mamma programmatrice informatica. "Era il mio modo di
ribellarmi. Poi, a vent'anni, tornai in America e cambiai: avevo bisogno di
normalità. Eppure credo che la mia serietà derivi proprio da quel periodo
londinese: gli inglesi sono molto più seri degli americani. Si tengono tutto
dentro, non urlano mai. Ma forse anche questo deriva dal mio personalissimo modo
di essere anticonformista, di avere periodicamente bisogno di novità, di essere
seria e nello stesso tempo ribelle." Parole che sarebbero piaciute a Edith
Wharton, che trovò il titolo del suo libro sfogliando la Bibbia (Qohelet,
7,4):"Il cuore del saggio abita la casa del lutto; il cuore dello stolto abita
la casa della gioia".
di Antonella Catena
|